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Degustazione cibo tipico Pugliese

Degustazione cibo tipico Pugliese

    Ciò che sbalordisce è la semplicità degli ingredienti
    utilizzati con i quali tuttavia si elaborano dei piatti succulenti e unici. Iniziare dai nomi di qualche pietanza per
    sapere cosa si sta mangiando vi invoglierà ancora di più nella scelta di una vacanza nel profondo Sud, perché
    non sarete attirati solo dal mare cristallino, dai trulli o dalle ville vista mare, ma anche dalla sublime cucina
    salentina.
    Partiamo dal “Polpo alla pignata”, vale a dire il polipo al sugo cucinato in umido nell’antico recipiente di
    terracotta. Questo contenitore ha un grande uso nel basso Salento, le donne lo utilizzano moltissimo
    soprattutto per i legumi, fave, piselli bianchi, fagioli e ceci e li lasciano per ore nella brace del fuoco. Poi ci
    sono i “taieddhra” una pietanza di riso e cozze da cucinare al forno. E ne vogliamo parIare dei meravigliosi
    rustici salentini? I panzerotti sono il top: gustose crocchette di riso con panegrattato mozzarella e patate. Qui
    la fantasia fa da padrona, l’impasto può essere farcito con tanti e sfiziosi ingredienti. Stesso discorso per le
    cosiddette “pittule” frittele di pasta lievitata, un impasto di farina e di acqua da immergere a forma di pallina
    nell’olio fritto. Consiglio: le donne salentine hanno una particolare maestria nell’arrotolare la pasta e fare
    piccole palline che non appena cucinate hanno un sapore unico: croccanti fuori e morbide all’interno.
    Nell’impasto ci si può divertire tagliuzzando fiori di zucchine o mischiando la pastella anche con peperoni o
    anche pomodorini. Ottima anche la “pitta” uno sformato con tonno, pomodoro e patate. Non potete non
    assaggiarlo.
    Non dimentichiamo la verdura. Ogni giorno i piccoli borghi salentini si riempiono di mille bancarelle di
    umili contadini che offrono, fieri, i prodotti della loro terra. Sui banchi si possono trovare tante tipologie di
    verdure dai nomi bizzarri e di cui, io personalmente, ignoravo l’esistenza. I c.d. “lampascioni”, ad esempio,
    sono bulbi che crescono sottoterra ed hanno un sapore amarognolo, si raccolgono nella campagna salentina e
    si possono cucinare in tantissimi modi: sottolio, fritti o anche in insalata. Altra verdura i “mugnuli” una specie di
    broccoli verdi e le “caruselle” finocchi selvatici ottimi come contorno ma anche da usare per ottime e salutari
    tisane. Da provare assolutamente le cicorie con purea di fave o purea di piselli bianchi.
    In questo mio viaggio culinario non posso non citare i buonissimi legumi, la pietanza per eccellenza del
    territorio. Cucinati in mille modi rappresentano un piatto tipico presente su tutte le tavole salentine almeno una
    volta a settimana. Cucinati sempre con contorno di verdure e cotti ancora oggi con le pignate.
    La cucina del basso Salento è fantasiosa, gustosa e come unicità ha l’uso di ingredienti poveri ma allo
    stesso ricchi di tanto sapore e di millenaria tradizione. Nel prossimo articolo parleremo della pasta, delle
    famose orecchiette e di come deve essere fatto l’impasto per non sbagliare quando ci cimenteremo nel
    cucinarla.
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